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Infanticidio
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Lmwda'mwdqinfanticidio è l'uccisione di un mwdgneonatocite-ref-1[1] o un bambino negli anni della mwewprima infanzia.cite-ref-2[2]

Contents

Storia
Note

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Storia

L'omicidio di un neonato o di un bambino ha avuto trattamenti diversi nel corso della storia. In particolare si nota una distinzione fra l'omicidio di un neonato, mwgwspesso assimilato all'aborto volontario, e quello di un mwhabambino più grande.

L'infanticidio è considerato mwhgcriminale nelle società moderne, mentre è stato invece pratica comune nel passato per motivi diversi. Un primo caso era quello del mwhwsacrificio ritualecite-ref-3[3], mentre un secondo caso, più comune, era quello dell'abbandono, anche chiamato "esposizione".

Infanticidio rituale

mwlqBekhorot (mwlgin ebraico בכורות‎mwlw?, “Primogenito”) si riferisce al primogenito umano o animale secondo la mwmaBibbia ebraica, dove mwmqDio comandò a mwmgMosè nel mwmwLibro dell'Esodo "Consacrami ogni primogenito, il primo parto di ogni madre tra gli Israeliti - di uomini o di animali -: esso appartiene a Me".cite-ref-esodo-4-0[4]. In mwoaantropologia culturale questo rituale è chiamato "offerta delle primizie" o "sacrificio delle primizie" ed è comune a molte religionicite-ref-5[5].

Da secoli, l'mwpgebraismo non pratica più l'infanticidio rituale e lo ha sostituito con la pratica del "riscatto del primogenito" (mwpw"mwqaPidyon HaBen"): poiché il primo nato apparterrebbe a Dio, per riaverlo il padre lo "ripaga" con la somma simbolica di cinque mwqqsicli.

Il mwqwWa'd al-banat, cioè "seppellimento delle figlie" (mwrain arabo ﻭﺍﺩ ﺍﻟﺒﻨﺎﺕ‎?, waʾd al-banāt,) era una pratica sacrificale umana, diffusa nella mwrqPenisola araba mwrgpreislamica, che prevedeva che un padre seppellisse viva una propria figlia finché non fosse sopraggiunta la morte. Non si conoscono precisamente le spiegazioni e cause di questo rito.

L'avvento dell'mwsaIslam mette fine alla pratica del mwsqWa'd al-banat, che i teologi musulmani hanno sempre considerato barbara.

Esposizione dei neonati indesiderati

Nell'antichità abbandonare figli indesiderati era uso diffuso presso diverse popolazioni. Gli mwtgebrei ad esempio ne vietavano l'uccisione, ma permettevano l'abbandono o la vendita degli illegittimi.

Nell'mwuaAntica Grecia di mwuqSolone e mwugLicurgo l'uccisione del feto o del neonato (βρεφοκτονία, mwuwbrefoktonìa)cite-ref-6[6] veniva distinta dall'abbandono dei neonati indesiderati. L'abbandono veniva chiamato "esposizione", in greco ἔκθεσις (mwwaekthesis)cite-ref-7[7]cite-ref-8[8], o anche ἐγχυτρισμός (mwyqenchytrismòs): quest'ultima deriva da χύτρα (mwygchytra) cioè la pentola dove si usava spesso mettere i neonaticite-ref-9[9]cite-ref-10[10]. La pratica dell'abbandono riguardava in maggioranza i neonati con malformazioni e le figlie femmine. Il mito di mwawAtalanta racconta come il padre l'avesse abbandonata in cima a un monte in quanto figlia femmina, e fosse stata salvata da un'orsacite-ref-11[11]cite-ref-12[12].

«Un figlio maschio lo alleva chi è povero, ma una figlia femmina la espone anche chi è ricco

»


Per secoli si è pensato, dando credito a mwewPlutarco, che genitori mwfaspartiati fossero obbligati dallo Stato a uccidere i loro figli disabili; tuttavia, delle ricerche molto recenti smentiscono le sue affermazionicite-ref-14[14].

Il mwggdiritto romano non aveva un proprio termine tecnico per l'infanticidio. "Infanticidium" e "infanticida" vengono dal mwgwtardo latino. Presso i romani, il padre aveva diritto assoluto di decidere quali e quanti bambini avrebbero fatto parte della famiglia: se lo riconosceva come proprio, compiva il gesto di sollevarlo da terra (da cui il termine "allevare"); se invece non lo riconosceva, gli era consentito di portarlo alla mwhacolumna lactaria esponendolo alla pietà di chi passava e più spesso alla sorte di morire di fame o essere fatto schiavo. Questo destino riguardava in generale le figlie femmine, ad eccezione della primogenitacite-ref-15[15]cite-ref-de-l-empire-romain-l-an-mil-paris-seuil-1999-670-p-16-0[16]: si è notato infatti che è molto raro trovare accenni a famiglie in cui ci fosse più di una figlia, e si è dedotto che i genitori abbandonassero le figlie a partire dalla secondogenita. "Tutti i giuristi hanno notato la cosiddetta sparizione forzata delle figlie minori"cite-ref-17[17]. L'esposizione dei maschi era meno frequente di quella delle femmine, ma era possibile quando fossero malformati oppure in "soprannumero": pare infatti che i Romani favorissero le famiglie con tre figlicite-ref-de-l-empire-romain-l-an-mil-paris-seuil-1999-670-p-16-1[16]. Come scrivono dei testimoni dell'epoca, fra cui il filosofo cristiano mwlqGiustinocite-ref-18[18], i bambini indesiderati che non morivano di stenti venivano raccolti da mercanti di schiavi o prostitutecite-ref-de-l-empire-romain-l-an-mil-paris-seuil-1999-670-p-16-2[16].Durante l'impero romano, Germani, Egizi ed Ebrei allevavano tutti i loro figli, in contrasto con la pratica romanacite-ref-de-l-empire-romain-l-an-mil-paris-seuil-1999-670-p-16-3[16].

Ruota degli esposti

Così come nella penisola araba l'Islam mette fine al sacrificio delle femmine, in Europa la condizione dei neonati indesiderati cambia radicalmente con l'avvento del mwraCristianesimo.

Nel II secolo, mwrgMinucio Felice mette a confronto la morale pagana con quella cristiana e si rivolge ai pagani ponendo sullo stesso piano mwrwaborto, infanticidio ed esposizione dei neonati

«Voi esponete i vostri figli appena nati alle fiere e agli uccelli, o strangolandoli li sopprimete con misera morte; vi sono quelle che ingurgitando dei medicamenti soffocano ancora nelle proprie viscere il germe destinato a divenir creatura umana e commettono un infanticidio prima di aver partorito. E questo apprendete dai vostri Dei, Saturno infatti non espose i propri figli, ma addirittura li divorò»

(Minucio Felice, Octavius XXX § 2.)

L'mwswimperatore mwtaCostantino I sancisce nel mwtq315 che una parte del mwtgfisco sia utilizzata per il soccorso degli infanti abbandonati e per i figli delle famiglie povere. Nel mwtw318 una legge prevede la pena di morte per l'infanticidio ma non sanziona chi vende i propri figli. Soltanto nel mwuaVI secolo mwuqGiustiniano punirà l'abbandono considerandolo come infanticidio.

Tuttavia, la pratica dell'abbandono dei neonati non cessava, e in particolare pare vi facessero ricorso le donne mwuwadultere e probabilmente le famiglie troppo povere per mantenere il bambino. Così l'arciprete Dateo di Milano descrive le pratiche di infanticidio a cui ricorrevano le donne adultere nell'VIII secolo d.C.cite-ref-19[19]:

««Dateo, arciprete della santa Chiesa milanese, figlio del magescario Damnatore, con l'aiuto della divina misericordia vuole stabilmente fondare in questa città di Milano, presso la chiesa cattedrale, un brefotrofio come opera di santa pietà cristiana.

(...) infatti le donne che hanno concepito in seguito a un adulterio, perché la faccenda non si sappia in giro, uccidono i propri figli appena nati e così li mandano all'inferno senza il lavacro battesimale. Questo avviene perché non trovano un luogo dove possano conservarli in vita, tenendo nascosta nel contempo l'impura colpa del loro adulterio; allora li gettano nelle cloache, nei letamai e nei fiumi.cite-ref-20[20

La mwxwruota degli esposti era funzionale ad accogliere i neonati in forma anonima. Era una mwyabussola girevole di forma cilindrica, di solito costruita in legno, divisa in due parti chiuse per protezione da uno sportello: una verso l'interno ed un'altra verso l'esterno che, combaciando con un'apertura su un muro, permettesse di collocare, senza essere visti dall'interno, gli esposti, i mwyqneonati abbandonati. Facendo girare la ruota, la parte con l'infante veniva immessa nell'interno dove, aperto lo sportello si poteva prendere il neonato per dargli le prime cure.

Diritto moderno

Varia è la considerazione mwzagiuridica e mwzqcriminologica dell'infanticidio, a seconda del soggetto che compie l'azione delle circostanze temporali e di altre condizioni. In mwzgdiritto penale, l'uccisione di un bambino si considera il più delle volte un omicidio comune. L'infanticidio si potrebbe quindi intendere in senso etimologico (uccisione dellmwzw'mw0ainfante, colui che non sa ancora parlare), ma non è esattamente così: per varie ragioni, gli ordinamenti considerano meno gravi, rispetto all'omicidio, i reati speciali individuati come mw0qinfanticidio, e le delimitano in un ambito molto stretto. Lmw0g'mw0wInfanticide Act mw1abritannico, ad esempio, chiama mw1qinfanticidio un delitto specifico, che può essere commesso solo dalla madre nel primo anno di vita del bambino.

Infanticidio per causa d'onore

Durante l'mw2gIlluminismo, filosofi e giuristi tra cui mw2wImmanuel Kant, mw3aCesare Beccaria, Carrara, mw3qGian Domenico Romagnosi iniziano a prendere in considerazione il fatto che le madri che uccidevano i neonati andavano almeno in parte compatite, in quanto esse potevano essere di umilissima origine e avere subìto violenza magari da parte di qualche aristocratico o soldato di passaggio, e cercavano di sfuggire al disdoro sociale sopprimendo il neonatocite-ref-chessa-21-0[21].

L'articolo 369 del mw4wcodice penale Zanardelli del 1889 faceva propria questa prospettiva e riconosceva le attenuanti anche a chi commetteva un infanticidio per causa d'mw5aonore, uccidendo dei figli nati fuori dal mw5qmatrimonio. Questi figli erano chiamati "mw5gprole illegittima". Le attenuanti erano valide purché il bambino non fosse nato da più di cinque giorni e comunque non fosse iscritto nei registri dell'anagrafecite-ref-22[22].

Si considerava che l'assassino fosse mosso dal desiderio di salvare l'mw7aonore, cioè la propria reputazione sociale o quella di una delle sue parenti femmine:

«Quando il delitto preveduto nell'articolo 364 sia commesso sopra la

persona di un infante non ancora inscritto nei registri dello stato civile, e nei primi cinque giorni dalla nascita, per salvare l'onore proprio, o della moglie, della madre, della discendente, della figlia adottiva o della sorella, la pena è della detenzione da tre a dodici anni.»

(Codice Zanardelli, art. 369cite-ref-23[23].)

Questa disposizione è stata abrogata nel 1930 con il mw9aCodice Rocco, tuttora in vigore. Secondo l'articolo 576 dell'attuale mw9qCodice Rocco, chi uccide un neonato o un bambino per motivi d'onore rischia fino a 30 anni di prigione cite-ref-24[24]

Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale

L'attuale mw-gcodice penale italiano all'art. 578 prevede oggi una pena più lieve (da 4 a 12 anni di mw-wreclusione) solo in ragione delle particolari condizioni mwaqadi abbandono materiale e morale in cui si trova la madre puerpera. In tutti gli altri casi, l'uccisione di un bambino è semplicemente reato di omicidio. Le attenuanti riguardano comunque solo la madre puerpera, infatti il trattamento di favore non si estende a coloro che eventualmente concorrano nel reato, puniti con la stessa pena prevista per l'omicidio:

«La madre che cagiona la morte del proprio neonato immediatamente dopo il parto, o del feto durante il parto, quando il fatto è determinato da condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto, è punita con la reclusione da quattro a dodici anni. A coloro che concorrono nel fatto di cui al primo comma si applica la reclusione non inferiore ad anni ventuno. Tuttavia, se essi hanno agito al solo scopo di favorire la madre, la pena può essere diminuita da un terzo a due terzi. Non si applicano le aggravanti stabilite dall'art. 61 del codice penale.»

Analoga soluzione è accolta da altri ordinamenti, come quello mwaqqbrasiliano attuale (art. 123 c.p.). In alcuni paesi (ad esempio di mwaqulingua spagnola) hanno rilevato o rilevano ulteriori elementi. Può essere disposto un preciso limite temporale (24 ore, 72 ore, 7 giorni) dal parto oppure, soprattutto in passato, sono stati inclusi nella previsione altri consanguinei (oltre alla madre), specie in relazione a mwaqymotivi d'onore.

Analisi sociologiche

Neonaticidio e figlicidio

Nella legge italiana il termine "infanticidio" designa l'omicidio di un neonato nel primissimo periodo dopo il partocite-ref-25[25]. Il termine "neonaticidio" quindi si sovrappone di fatto al termine infanticidio.

"Figlicidio" è un neologismo che indica l'uccisione di uno o più figli da parte di uno o entrambi i genitori cite-ref-26[26] naturali o adottivi. Il concetto di "figlicidio" è più ampio di quello di infanticidio in quanto include i figli già cresciuti; è individuabile nelle aggravanti degli artt. 576 e 577 del mwarmcodice penale italiano, che peraltro corrispondono al concetto più generale di mwarqparricidio.

Una classificazione del figlicidio è quella proposta da Resnick nel 1969, a seguito di una ricerca effettuata fra il 1951 e il 1967 su figlicidio per mano di madre. La classificazione è basata su cause e motivazioni del delitto. Anche Resnick sottolinea che il periodo più a rischio per il minore è quello fino ai sei mesi. Resnick propone 5 categorie:cite-ref-27[27]

• Nel mwarwfiglicidio altruistico, uccidendo il figlio, la madre intenderebbe salvarlo dalle sofferenze e dalla rovina imminente causata dalla propria inadeguatezza (mwar0omicidio pietatis causa). Spesso, la madre si suicida dopo aver ucciso il figlio.
• Nel mwar8figlicidio psicotico, la madre uccide in preda ad allucinazioni.
• Nel mwasefiglicidio di bambino indesiderato, la madre è immatura, in fase adolescenziale, o ha avuto il figlio da una relazione extraconiugale.
• Il mwasmfiglicidio accidentale sarebbe associato alla sindrome del bambino maltrattato. La madre ne causerebbe la morte in occasione di un gesto impulsivo, conseguente ai ricorrenti pianti o alle urla del bambino. Spesso queste madri sono ignorate dal partner, affetti da disturbi di personalità, irritabilità, comportamento impulsivo e hanno subìto violenza da piccole.
• Nel mwasufiglicidio per vendetta sul/la coniuge, uno dei due genitori uccide il figlio per mwasyrisentimento riguardo a un torto - vero o presunto - che ha subìto dal/la coniuge.

Le statistiche di diversi istituti mostrano come il figlicidio sia più frequente nei primi mesi di vita. In Italia tra il 2004 e il 2008 le vittime sotto i dieci anni rappresentavano il 56,7%, quelle con meno di un anno il 24,8% del totale.cite-ref-28[28] In Canada tra il 1997 e il 2006, circa un quarto (26%) dei bambini uccisi da un familiare avevano meno di un anno. I dati del “Centre for Justice Statistics” relativi al 2003, indicano che tra gli omicidi di bambini sotto i 12 anni esaminati il 42% è avvenuto nel primo anno di vita.cite-ref-29[29] In Germania tra il 1996 ed il 2005 il numero di bambini sotto i sei anni uccisi all’anno oscilla tra 75 e 106. L'indice è di 1,93 ogni 100.000 bambini uccisi sotto i sei anni, mentre si abbassa a 0,63 tra i sei e i tredici anni (tra 26 e 65 casi annui).

In merito al sesso dell'autore, a un primo sguardo i dati non sono uniformi. In generale si può affermare che le madri uccidono soprattutto neonati, mentre più si alza l'età della vittima, più diviene rilevante la quota di padri che uccidono i figli. Una distinzione in base al sesso dell'autore del delitto ha quindi senso solo se differenziata in base all'età della vittima.cite-ref-30[30]cite-ref-31[31]

Genericidio

Si è osservato che la probabilità per un neonato di essere soppresso è molto più alta se si tratta di una femmina. Si parla a questo proposito di "infanticidio selettivo delle femmine". Come si è visto sopra, l'infanticidio selettivo è esistito in mwat0Europa e mwat4Medio Oriente fino circa all'avvento del mwat8Cristianesimo e dell'mwauaIslam. Attualmente, è una pratica abbandonata quasi dappertutto, tuttavia essa resiste in alcuni paesi dell'mwaueAsia: mwauiAfghanistancite-ref-32[32], mwaucCinacite-ref-feminicide-in-asia-wilpfm-2-aprile-2019-33-0[33], mwauwSubcontinente indiano cioè mwau0Bangladeshcite-ref-genericidio-quasi-100-milioni-di-bambine-mai-nate-famiglia-cristiana-34-0[34], mwaviIndiacite-ref-feminicide-in-asia-wilpfm-2-aprile-2019-33-1[33]cite-ref-parashar-35-0[35], mwavsPakistancite-ref-feminicide-in-asia-wilpfm-2-aprile-2019-33-2[33].

In quanto eliminazione di una donna per motivi di genere, a livello internazionale il fenomeno viene spesso fatto rientrare nelle statistiche sul mwawefemminicidio. Per distinguere l'infanticidio dall'omicidio di donne adulte, alcuni parlano di "genocidio femminile" o di "genericidio"cite-ref-genericidio-quasi-100-milioni-di-bambine-mai-nate-famiglia-cristiana-34-1[34].

Si tratta di gesti operati in primo luogo da donnecite-ref-feminicide-in-asia-wilpfm-2-aprile-2019-33-3[33].

In mwawwIndia, il giornalista Amitabh Parashar ha documentato come ancora durante gli anni 1990 le famiglie delle zone rurali chiedessero alle mwaw0ostetriche di sopprimere le neonate femmine che avevano appena fatto nascerecite-ref-parashar-35-1[35]cite-ref-36[36]. Una pratica diffusa era quella di avvelenare le neonatecite-ref-parashar-35-2[35]cite-ref-37[37], ma i metodi potevano essere diversicite-ref-parashar-35-3[35]. Già dagli anni 1980, con l'avvento della mwayidiagnostica prenatale, si è passati all'mwaymaborto selettivo dei feti femmina.
Una delle cause di questo fenomeno è di natura culturale. Alcuni sostengono che la cultura indiana sia mwayumisoginacite-ref-chapman-38-0[38]cite-ref-39[39]; sicuramente c'è una preferenza per il figlio maschio, in quanto ci si aspetta che porti avanti il nome della famiglia e si crede che nell'mway4oltretomba solo l'anima di un figlio maschio possa prendersi cura dell'anima del padrecite-ref-genericidio-quasi-100-milioni-di-bambine-mai-nate-famiglia-cristiana-34-2[34]. Un'altra ragione è strettamente economica ed è la pratica della mwazmdote: in India, è tradizione che sia la sposa a portare la dote di un matrimonio, e la famiglia della sposa spesso si indebita per questocite-ref-parashar-35-4[35]. Quindi, dare alla luce una bambina è considerata una disgrazia o più banalmente, come "annaffiare un fiore nel giardino del vicino di casa" secondo un proverbio mwazgtamilcite-ref-feminicide-in-asia-wilpfm-2-aprile-2019-33-4[33]cite-ref-ilpost-40-0[40].
Si è calcolato che sommando gli aborti selettivi, gli infanticidi delle femmine, gli omicidi legati alla mwaaidote e la mancanza di cure per la madre nel periodo dopo il parto, in India mancano all'appello circa 50 milioni di donne fino agli anni 2000cite-ref-41[41]cite-ref-42[42]. Il mwaascensimento del mwaaw2011 ha confermato un importante squilibrio demografico fra uomini e donnecite-ref-bbcworld-43-0[43]

In mwabiCina è l'uomo che porta la mwabmdote alla sposacite-ref-44[44], ciononostante la preferenza dei ragazzi rispetto alle ragazze risale al mwabgConfucianesimo. La pratica dell'infanticidio e aborto selettivo è aumentata considerevolmente con la "politica del figlio unico" iniziata nel 1979 dalla mwabkRepubblica Popolare Cinese: per ridurre lo sviluppo demografico della Cina, il governo vietò a tutte le famiglie di avere più di un figlio. Dato che per la società cinese avere un figlio maschio è considerato preferibile ad avere una femmina, le famiglie hanno boicottato la nascita di figlie femmine, ricorrendo fra l'altro all'infanticidiocite-ref-45[45]. La politica del figlio unico è stata abbandonata nel 2015 e ha portato a un importante deficit demografico di donne nel paesecite-ref-46[46]cite-ref-47[47]cite-ref-48[48].

Negli animali

Negli animali, l'infanticidio comporta l'uccisione intenzionale di giovani da parte di un animale adulto della stessa speciecite-ref-academia-edu-49-0[49]. L'infanticidio animale è studiato in zoologia, specificamente nel campo dell'mwadaetologia. L'ovicidio è la distruzione analoga delle uova. La pratica è stata osservata in molte specie in tutto il regno animale, ad esempio in mwaderotiferi, insetti, pesci, anfibi, uccelli e mammiferi (specialmente mwadiprimati)cite-ref-50[50]cite-ref-51[51]. L'infanticidio può essere praticato sia da maschi che da femminecite-ref-academia-edu-49-1[49].

L'infanticidio filiale si verifica quando un genitore uccide la propria prole. A volte ciò comporta il consumo dei piccoli stessi, fenomeno definito mwaeacannibalismo filialecite-ref-52[52]. Il comportamento è diffuso nei pesci e si riscontra anche negli animali terrestri.

L'infanticidio causato da conflitto sessualecite-ref-53[53] ha come scopo il vantaggio da parte dell'esemplare che uccide il giovane (spesso maschio) di diventare il nuovo partner sessuale del genitore della vittima, il quale altrimenti non sarebbe disponibilecite-ref-54[54]. Ciò rappresenta un guadagno di mwae4idoneità per l'esemplare che ha ucciso e una perdita di idoneità da parte dei genitori della prole uccisa. Si tratta di un tipo di mwae8lotta evolutivacite-ref-55[55] tra i due sessi, in cui il sesso della vittima può avere contro-adattamenti che riducono il successo di questa pratica. Può verificarsi anche per altri motivi:

• Lotta per il cibo tra le femmine. In questo caso gli individui possono persino uccidere prole strettamente imparentatacite-ref-56[56]cite-ref-57[57].
• In alcune specie, come i leoni, i maschi che prendono il controllo di un branco uccidono i cuccioli esistenti. Questo accelera la maturazione sessuale delle femmine, che diventano fertili prima e quindi possono avere figli propricite-ref-58[58].
• Eliminando i cuccioli di altri maschi, un individuo aumenta le probabilità che i propri geni vengano trasmessi riducendo la competizione geneticacite-ref-59[59].
• Se cibo, territorio o cure parentali sono scarsi, uccidere i cuccioli può ridurre la competizione per le risorse tra fratelli e permettere alla madre o al maschio di investire in figli con maggiori probabilità di sopravvivenzacite-ref-60[60].
• In alcune specie sociali, cuccioli non riconosciuti come propri possono essere uccisi. Alcuni animali uccidono accidentalmente cuccioli durante aggressioni territoriali o lottecite-ref-61[61]cite-ref-62[62].
• Alcune specie utilizzano l’infanticidio come strumento di dominio: ad esempio, nei roditori, maschi estranei al gruppo uccidono i piccoli per destabilizzare gruppi rivalicite-ref-63[63]cite-ref-64[64].
• In molti mammiferi sociali, l'infanticidio da parte di maschi che scalano la gerarchia è interpretato come una strategia sessuale: uccidendo i piccoli di altri, le femmine tornano in mwaiaestro più rapidamente, dando così ai nuovi maschi la possibilità di accoppiarsi e lasciare più discendenticite-ref-65[65]cite-ref-66[66].

Note

cite-note-11. mwai8Giangiacomo Perrando, Raffaele Corso, mwajamwajeInfanticidio, su mwajitreccani.it.
cite-note-22. mwajymwajcmwajgInfanticidio, su mwajktreccani.it.
cite-note-33. È questo, ad esempio, il caso del mwaj0mwaj4Bekhorot nella cultura ebraica e il mwaj8mwakawa'd al-banat, o "seppellimento delle fanciulle", in epoca mwakepreislamica in ambito mwakiarabo
cite-note-esodo-44. mwakyEsodo mwakcmwakgmwakkEsodo 13:2, su mwakolaparola.net.
cite-note-55. mwak4mwak8mwalaVocabolario Treccani online, v. primizia, su mwaletreccani.it.
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Collegamenti esterni

• citerefdss(IT, DE, FR) Infanticidio, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) infanticide, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Infanticidio, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.